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Si sta creando un clima di rifiuto


                 nei confronti dell’immigrazione.





          entrando così nel vivo della cultura locale ed europea. È nato tra noi un
          forte legame di amicizia che ci ha portato a condividere diverse esperien-
          ze: ci siamo inseriti nel gruppo giovani dell’Azione Cattolica della Parroc-
          chia di Sant’Antonio, abbiamo trascorso insieme alcune serate in pizze-
          ria festeggiando i nostri onomastici, siamo andati un giorno a visitare la
          città di Napoli.

             Avendo acquisito una conoscenza basilare dell’italiano ed essendo
          nel frattempo pervenuta la documentazione relativa ai nostri titoli di stu-
          dio dall’Honduras, abbiamo potuto perseguire il nostro sogno di conti-
          nuare a studiare. Ci siamo iscritti, col sostegno del G.V.V., al terzo anno
          del corso serale dell’I.T.I.S. “ Majorana” di Martina Franca per consegui-
          re un titolo di studio riconosciuto in Italia, sperando così di trovare un la-
          voro e di continuare i nostri corsi di laurea interrotti.
             Da immigrati guardiamo con grande preoccupazione a quanto sta
          succedendo in alcuni settori della società perché si sta creando un clima
          di rifiuto nei confronti dell’immigrazione. Siamo, però, fiduciosi e anche
          molto orgogliosi di essere con i vincenziani perché sappiamo che, dove
          ci sono dei vincenziani, i meno fortunati saranno sempre aiutati, indipen-
          dentemente dal loro sesso, dalla loro nazionalità, razza o credo religioso.
             Sappiamo tutti che proviamo una certa umiliazione quando abbiamo
          bisogno di chiedere, proprio come avvertiamo una certa arroganza quan-
          do possiamo dare. Ma a ben pensarci le cose di cui spesso ci lamentia-
          mo a volte diventano le nostre più grandi benedizioni: cosa c’è di peggio
          che essere troppo occupati? Non avere niente da fare. Cosa c’è di più
          doloroso del dover condividere qualcosa che abbiamo? Non avere nul-
          la da condividere. Cosa c’è di più fastidioso del dover alzarsi dal letto per
          curare qualcuno che ha bisogno? Essere noi che siamo nel letto.
             Concludendo non ci resta che congratularci con la famiglia vincenzia-
          na e continuare a dare amore e tenerezza agli altri come ha fatto il “no-
          stro” fondatore. §

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